La religiosità non si dovrebbe confondere con la religione. Questa necessaria premessa per precisare che io non sono contro la naturale spinta all'investigazione della realtà che porta alla posizione di particolare domande esistenziali, che chiamo religiosità in un certo senso, ma sono contro alle strutture organizzate di potere e di controllo che si chiamano religioni.In questo blog, con la parola religione si intenderanno le religioni monoteistiche, e in particolare le tre maggiori. In ordine di apparizione: l'ebraismo, il cui mirabolante e violentissimo dio si chiama Jahvè e il cui maggiore profeta si chiama Mosè, un egiziano balbuziente molto cocciuto (XX secolo prima dell'era volgare), il cristianesimo, il cui maggiore profeta è Gesù Cristo e il cui dio si chiama, con somma fantasia Dio (intorno al 30 della nostra era volgare) e ultimo in ordine tempo (VII secolo della nostra era volgare), è l'islam, che significa sottomissione a dio, che per l'islam si chiama Allah, mentre il loro profeta è un certo Maometto (quello della proverbiale montagna che va o non va).
Tali strutture nascono in medio oriente e con il passare dei secoli si sono arrogate il diritto di essere uniche portatrici dell'unica verità e si sono prese la libertà di formulare pensieri per nostro conto, oltre che proibizioni di qualsiasi genere. In questo modo viene garantito un grande controllo ma nello stesso tempo le persone non hanno la possibilità di evolvere il loro pensiero in maniera autonoma. Che bisogno esiste, infatti, di porsi certe domande se poi le risposte sono state preconfezionate in pratici pacchi (vedi Bibbia, Talmud e Corano) e riformulate a piacimento dalle classi dirigenti delle singole entità religiose? Ovvio che se ho già le risposte non investigo più. Ben studiata, devo dire.
Inoltre si pensi alla Verità con la V maiuscola, che è da pensare come assoluta. Se veramente i cristiani, gli ebrei e i musulmani l'avessero, allora queste tre religioni sarebbero la stessa religione, perchè tale verità è unica e indivisibile, assoluta appunto. E allora la possibile soluzione a questa apparente prima illogicità potrebbe essere che sono inevitabilmente false tutte e tre e che non sono altro che, come vedremo, la stessa minestra rimescolata e riscaldata.
Ma da dove arrivano gli dei e le religioni? Capendo questo, sarà più facile seguire lo sviluppo delle moderne religioni. Vediamo, questa è una mia possibile interpretazione, ovviamente semplificata e scherzosa, ma è scherzando che si deve parlare di queste cose, altrimenti si finisce con il dargli troppa importanza.
Io mi immagino le reazione dei primi uomini sapiens sapiens alle catastrofi che la natura ci propone. Ad esempio i tuoni e i fulmini devono essere stati sconvolgenti, come anche i vulcani o i terremoti, per non parlare delle trombe d'aria e dei cicloni, ma anche più semplicemente le piogge e il vento. Tutte manifestazioni autonome della Natura. Per chi non le sapeva spiegare, come gli uomini di allora, si potevano ben associare delle presenze Onnipotenti e Invisibili a tali fenomeni. Quindi ecco nascere religioni naturalistiche i cui dei sono tanti, uno per ognuna di queste immense forze (il dio della pioggia, del vulcano, delle tempeste, dei mari, del tuono, del fulmine) e poi anche altri collegati a qualità umane quali amore, bellezza, fertilità e molti altri. Con il passare del tempo tali dei vengono antropomorfizzati, cioè dotati di fattezze, abitudini e difetti umani, nonchè di elaborate famiglie dinastiche e romanzesche, dai mille intrecci e scandali. E' l'inizio del gossip, un divino gossip, non paragonabile al nostro tra veline e calciatori, ma altrettanto ridicolo.
Allora, c'erano le famiglie di divinità sumere, babilonesi ed egizie, ma anche indiane e poi più tardi quelle greche e romane. Omicidi, tradimenti e altre belle cosucce vengono attribuite alle divinità in qualche modo per fare accettare al popolo la propria condizione. Le classi sacerdotali avevano obbligo di segretezza ed erano i portatori delle conoscenze più avanzate in medicina e in chissà quali altre scienze (seppure ad un livello a noi non noto). Tramite le loro conoscenze erano probabilmente in grado di far credere alle persone ciò che volevano riguardo agli dei. Molto di frequente il re stesso era considerato di natura divina. Un bel guazzabuglio…
Continua in un prossimo post.
mercoledì 27 agosto 2008
Storia alternativa delle religioni (Intro)
venerdì 22 agosto 2008
Tutorial C
Il presente post può essere utile per chi ha necessità di imparare le basi (e non solo) della programmazione in C in ambiente Linux. Si tratta di un tutorial molto completo e piuttosto ben strutturato.
Visitate il sito e mettetelo tra i preferiti:
Tutorial C onLine
oppure scaricate il tutorial in pdf:
Tutorial C in Pdf
Per programmare in C è innanzitutto di fondamentale importanza utilizzare un buon ambiente di sviluppo. Sono disponibili ad esempio degli IDE come Anjuta, ma a mio parere il miglior editor avanzato per programmare è Vim, che non senza fatica ho iniziato ad usare ed apprezzare.
Basti pensare che supporta il syntax highlightning per praticamente tutti i linguaggi di programmazione e scripting che vi possano venire in mente e non solo, idem per l'autoindentazione del codice e udite udite l'autocompletamento automatico di variabili e funzioni di libreria e non.
Buon divertimento allora! Programmare e scrivere codice non è mai stato così facile.
sabato 16 agosto 2008
Kant vs Godel
Godel, eminente logico matematico del nostro secolo (il XX), ha mostrato, nell'anno 1931, quando aveva venticinque anni, due fondamentali teorema di logica matematica, detti Teoremi di incompletezza di Godel che dicono quanto segue (tratti da Wikipedia):
Primo teorema di incompletezza
In ogni formalizzazione coerente della matematica che sia sufficientemente potente da poter
assiomatizzare la teoria elementare dei numeri naturali — vale a dire, sufficientemente potente da
definire la struttura dei numeri naturali dotati delle operazioni di somma e prodotto — è possibile
costruire una proposizione sintatticamente corretta che non può essere né dimostrata né confutata
all'interno dello stesso sistema.
Secondo teorema di incompletezza
Sia T una teoria matematica sufficientemente espressiva da contenere l'aritmetica: se T è
coerente, non è possibile provare la coerenza di T all'interno di T .
o anche, semplificando:
Nessun sistema coerente può essere utilizzato per dimostrare la sua stessa coerenza.
Il logico matematico italiano Piergiorgio Odifreddi fa notare, nel suo ultimo libro di Longanesi intitolato "Il matematico impenitente" come questi teoremi siano la formalizzazione matematica di alcuni concetti filosofici che Kant ha trattato estesamente nella sua Critica della ragion pura.
L'assunto principale dell'opera di Kant si può riassumere dicendo che se la ragione vuole essere completa, nel senso di poter trattare liberamente idee trascendentali come quelle di Dio, del mondo o dell'anima, allora deve accettare di essere contraddittoria, nel senso che queste idee portano ad antinomie. Queste antinomie vengono discusse da Kant e sono frasi che sono sia vere che false contemporaneamente.
Equivalentemente, se la ragione non vuol essere contraddittoria, allora deve accettare di essere incompleta, rifiutandosi di spingersi oltre le colonne d'Ercole della sensatezza ed evitando di imbarcarsi in discorsi sulle idee trascendentali.
Godel trasporta questo impianto di pensiero dalla filosofia alla matematica dicendo che se un sistema matematico vuol essere completo, nel senso di poter esprimere formule trascendentali come quella che dice di se stessa di non essere dimostrabile, e di poter dimostrare tutte quelle vere, allora deve accettare di essere contraddittorio. Equivalentemente, se un sistema che può esprimere formule trascendentali non vuole essere contraddittorio, allora deve accettare di non poter dimostrare tutte quelle vere.
Interessante no? Spero che qualcuno legga questo post, come prima cosa e che qualcuno abbia voglia di seguirne la logica e di pensarci un po' sopra. Buona vita!!
mercoledì 6 agosto 2008
Passare a Php variabili Javascript con Ajax
Una cosa che forse non tutti sanno è il modo in cui si possono passare al server alcune variabili ricavabili con Javascript ma non con linguaggi server side, come la risoluzione dello schermo oppure la grandezza in pixel di un certo elemento della pagina. In questo articolo spiegherò come passare al server la risoluzione dello schermo, ma il procedimento resta valido anche per altre variabili.
La soluzione si ottiene ad esempio usando le sessioni PHP e Ajax. Supponiamo di avere due pagine: una index.php e una backAjax.php. La pagina index.php fa partire la sessione o continua la precedente tramite la funzione start_session();, ricava la risoluzione dello schermo o qualsiasi altra variabile Javascript e poi le spedisce al server con Ajax, usando una chiamata asincrona tramite l'oggetto XMLHttpRequest e il suo metodo open(method,url,async) dove method può essere 'get' o 'post' e async deve essere impostato a true se vogliamo una chiamata del server asincrona. La pagina backAjax.php inizia con una sessionstart(); per continuare la sessione, riceve le variabili contenenti le informazioni sulla risoluzione e le salva in variabili di sessione. La pagina index.php riceve la risposta dal server, il responseText, e lo usa oppure no a seconda del bisogno. In questo caso non riceve testo ma poco importa. Ora la funzione Javascript che effettua la chiamata asincrona si occupa pure, all'arrivo della risposta dal server, di ricaricare la pagina index.php in modo che le nuove variabili di sessione siano disponibili (infatti da che le variabili di sessione vengono settate si deve richiamare la funzione sessionstart() affinchè esse siano realmente memorizzate). Ma di tutto questo non si ha alcuna percezione in quanto succede al caricare della pagina, quindi l'utente vede la propria pagina caricarsi una sola volta. Vediamo il codice:
Funzioni Javascript: file ajax.js
// funzione per assegnare l'oggetto XMLHttpRequest
// compatibile con i browsers più recenti e diffusi
function assegnaXMLHttpRequest() {
// lista delle variabili locali
var XHR = null, browserUtente = navigator.userAgent.toUpperCase();
// browser standard con supporto nativo non importa il tipo di browser
if( typeof(XMLHttpRequest) === "function" || typeof(XMLHttpRequest) === "object" ){
XHR = new XMLHttpRequest();
}
// browser Internet Explorer è necessario filtrare la versione 4
else if( window.ActiveXObject && browserUtente.indexOf("MSIE 4") < 0 ) {
// la versione 6 di IE ha un nome differente per il tipo di oggetto ActiveX
if(browserUtente.indexOf("MSIE 5") < 0){
XHR = new ActiveXObject("Msxml2.XMLHTTP");
}
// le versioni 5 e 5.5 invece sfruttano lo stesso nome
else{
XHR = new ActiveXObject("Microsoft.XMLHTTP");
}
}
return XHR;
}
// funzione per passare i dati riguardanti la risoluzione al php tramite l'impostazione
//di variabili di sessione nello script php registra_risoluzione.php
function registra_risoluzione() {
res_width = screen.width;
res_height = screen.height;
// DEBUG document.write( res_width + "," + res_height );
var ajax = assegnaXMLHttpRequest();
// DEBUG document.write( ajax );
if(ajax) {
// inizializzo la request
ajax.open( "get" , "registra_risoluzione.php?x=" + res_width + "&y=" + res_height , true );
// invio la richiesta
ajax.send(null);
}
// ricarico la pagina che ha eseguito la richiesta cosi da rendere
// subito disponibili le variabili di sessione impostate
location.reload();
}
Codice pagina index.php
<?php
// Inizio una nuova sessione o proseguo quella già iniziata.
// In questo momento che l'utente esegua il login oppure no
// PHP fornisce un ID di sessione.
session_start();
?>
<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd">
<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
<head>
<title>Prova AJAX</title>
<script type="text/javascript" src="ajax.js"></script>
</head>
<?php
// Se le variabili di sessione non sono settate esegui la funzione
// al momento della carica della pagina
if( !isset($_SESSION['x']) ){
echo "<body onLoad = 'registra_risoluzione();'>";
// altrimenti no
} else {
echo "<body>\n";
}
// stampa il risultato
echo $_SESSION['x']." , ".$_SESSION['y'];
?>
</body>
</html>
Codice pagina backAjax.php
<?php
// continuiamo la sessione
session_start();
// eseguiamo il filtraggio dell'input per ovviare ad eventuali XSS
$x = htmlspecialchars( $_GET['x'] );
$y = htmlspecialchars( $_GET['y'] );
// setto le variabili di sessione che contengono la risoluzione dello schermo dell'utente
$_SESSION['x'] = $x;
$_SESSION['y'] = $y;
?>
lunedì 4 agosto 2008
Come recuperare lo stile con il DOM
Ecco il codice di una interessante funzione javascript da usare se si vuole recuperare il valore di una proprietà di stile non settata tramite l'attributo style (inline style), ma settata su fogli esterni, tramite inclusione tipo <link rel=…> oppure con la direttiva @import. Addirittura la proprietà può pure non essere mai stata settata dallo sviluppatore e comunque ne viene recuperato il valore. Molto utile ad esempio per recuperare la larghezza o l'altezza di un paragrafo.
// funzione per recuperare lo stile da fogli di stile esterni o
// se lo stile non e stato proprio settato
// 'el' e l'elemento di cui si vuole conoscere lo stile
// 'propCss' e la proprieta di cui si vuole conoscere il valore
// non funziona con le scorciatoie tipo border o background
function retrieveProperty(el, propCss){
// setto la var con il valore della proprieta
var propVal = null;
// questo per firefox
if(document.defaultView && document.defaultView.getComputedStyle){
// accedo allo stile
var stile = document.defaultView.getComputedStyle(el, null);
// se funziona il recupero
if(stile) {
// recupero il valore della proprieta desiderata
propVal = stile.getPropertyValue(strCssRule);
} else {
propVal = null;
}
}
// questo invece per IE
else if(el.currentStyle){
propCss = propCss.replace(/\-(\w)/g, function (strMatch, p1){
return p1.toUpperCase();
});
// recupero il valore della la proprieta
propVal = el.currentStyle[propCss];
}
// variabile di ritorno
return propVal;
}
martedì 15 luglio 2008
Finalmente qualcuno che non si dissocia.
Ero un po' stufo di chi organizza manifestazioni in cui accadono cose scomode (per chi?) e poi si dissocia, fa interviste ad un personaggio da lui invitato e poi si dissocia (eh Fazio Fabio?). Finalmente uno che non si dissocia, Antonio Di Pietro. Sentiamo cosa ha raccontato alla stampa dopo il NoCav Day:
Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, non si dissocia dalla manifestazione di ieri a Piazza Navona contro il governo Berlusconi, né dalle parole di Beppe Grillo e Marco Travaglio. Parlando davanti alle telecamere, in sala stampa alla Camera, l'ex pm osserva: "Gridiamo ad alta voce 'non mi dissocio dalla manifestazione di ieri, dal senso vero delle parole di Grillo e di Travaglio. Non mi dissocio da Piazza Navona'".
Quanto al discorso della comica Sabina Guzzanti, Di Pietro osserva: "Non avrei fatto ricorso alle parole della Guzzanti ma io non faccio satira e non ho bisogno di ricorrere ai paradossi".
lunedì 14 luglio 2008
Ancora Travaglio, ebbene sì.
Tratto dal Blog di Beppe Grillo l'intervento di Travaglio del lunedì scorso. Tra l'altro vi ricordo che nella colonna di sinistra in fondo ho messo un collegamento alla sezione del Blog di Beppe contenenti gli interventi di Marco e la possibilità di vederli in streaming direttamente su questo Blog.
Analizziamo il contenuto del suo intervento almeno in parte: [Leggi][Nascondi]
In Sicilia, quando un cittadino non si piega, gli tagliano le gomme della macchina. Se capisce, bene. Se non capisce, gli fanno saltare la macchina. Se capisce, bene. Se non capisce gli mettono anche una bomba carta alla serranda del negozio. Se poi il tipo non vuole saltare assieme al negozio con tutta la sua famiglia, deve accettare il dialogo. Solo che in Sicilia si chiama "pizzo", si chiama racket, si chiama estorsione. Arrivano uomini del dialogo e gli fanno una proposta. Gli dicono di aver saputo degli attentati, di essere molto dispiaciuti e gli offrono protezione. Da chi? Da loro stessi. Sono loro che mettono le bombe e loro che offrono protezione, da sé stessi. Il dialogo ha un prezzo. È una tangente, un pizzo. Il commerciante dovrà pagare un tot al mese agli estorsori per evitare ulteriori guai.
Alla fine, se paga, che cosa ha vinto? Ha vinto la mafia, non ha vinto lui. Non ha vinto il dialogo. Ha vinto la violenza.
Il paragone con il pizzo dei mafiosi è chiaro senza aggiungere altro. Le minacce e poi l'azione, il loro modo di rassicurare successivamente all'azione e poi il dialogo, cioè la proposta di pagarli per fare in modo che i problemi cessino. Ovviamente loro sono dispiaciuti per le disgrazie che ti sono occorse ma sanno come porvi fine. Bella forza (!) essendo loro stessi ad avere provocato i problemi. Ma continuiamo: [Leggi][Nascondi]
Trasferite questo sistema di operare a Roma. A Roma succedono le stesse cose, soltanto che cambiano le parole. C’è un signore che arriva al potere e immediatamente comincia a rovinare la giustizia, a sfasciare tutto. Presenta una legge per far saltare 100.000 processi, perché ne ha uno anche lui. Poi ne fa un’altra che impedisce ai magistrati di fare le intercettazioni e di scoprire i reati, e di scoprire le prove per incastrare i colpevoli di quei reati. Poi va in televisione dice che se non si scoprono i colpevoli dei reati è colpa della magistratura che è una metastasi, che è politicizzata, che è un cancro. È colpa dei giudici che sono dei fannulloni. È colpa dei giudici che si occupano solo di lui. È colpa dei giudici che sono antropologicamente diversi dalla razza umana che sono dei matti, che sono psicolabili, che sono golpisti, che sono fascisti, che sono terroristi. E che non a caso, nei sondaggi, la loro credibilità diminuisce. I magistrati a questo punto alzano le braccia. Ma ciò non basta. Lui a questo punto fa una legge, ma questa la fa presentare da Tremonti, che taglia i fondi per la giustizia, fino al 40%. 10% il primo anno, 20% il secondo, e poi taglia anche gli stipendi ai magistrati, che già sono pagati un terzo, un quarto, un quinto di quanto è pagato un piccolo manager di una piccola azienda. A questo punto, dopo averli prostrati e ridotti alla rovina, si manifesta qualcuno che offre il dialogo. E dice: “eh, abbiamo saputo che vi stanno impedendo di fare il vostro lavoro, di fare i vostri processi, di fare le intercettazioni, vi stanno impedendo di scoprire i reati; vi insultano. Volete il dialogo? Cifra modica: si chiama Lodo Alfano. Se voi vi dimenticate i processi al Presidente del Consiglio, se vi dimenticate – o le lasciate evaporare, o le mangiate o le bruciate, o le cestinate – le intercettazioni del Presidente del Consiglio (intercettazioni indirette, non è lui che viene intercettato, sono di solito dei mascalzoni con i quali lui è solito parlare, perché sono tutti amici suoi). Bene, se accettate di pagare questa modica cifra, questa sommetta, allora arriva il dialogo: gli altri processi ve li facciamo fare, le intercettazioni ve le lasciamo fare, magari non vi tagliamo nemmeno gli stipendi e non vi tagliamo nemmeno i fondi. Magari assumiamo anche qualche cancelliere. Magari paghiamo anche la benzina per le volanti che devono andare a fare le indagini, con sopra i poliziotti. Dipende da voi. Dialogate, o volete lo scontro?” Ecco, una tecnica estorsiva che a Palermo si chiama racket, a Roma si chiama dialogo. Alla fine, se i magistrati cedono, chi ha vinto? Hanno vinto loro, ha vinto il dialogo? Ha vinto la distensione? Ha vinto la pace? Ha vinto l’estorsore, che politicamente parlando, in questo caso, è il nostro Presidente del Consiglio. Il nostro Presidente del Consiglio che ne sta combinando una al giorno, quando non ne combina due, e che ha bisogno di nascondere questa realtà agghiacciante che sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vede – anche perché molti giornalisti e molti commentatori fanno finta di non vederla.
Ecco spiegato il modo di agire del nano bastardo che di nuovo ci governa grazie alla stupidità dell'italiano medio (classe alla quale io penso seriamente di non appartenere). Lui tutt'altro che idiota (ma molto bastardo), piuttosto scaltro come una faina. Tanto è vero che la Lega stessa, alleata del Partito della Libertà (Provvisoria) o Casa Circondariale della Libertà, ammette che il dannato Lodo Alfano (identico al suo predecessore Lodo Schifani, bocciato come Anticostituzionale dalla Corte. Gli toccherà la stessa sorte?) è il prezzo da pagare per fare le Riforme. Di cui tra l'altro ci sarebbe un fottuto bisogno in questo paese senza giustizia e senza servizi. Il problema è che stiamo chiedendo ad un criminale di riformare il sistema giudiziario. Lo farà dando a tutti i criminali la possibilità di uscire dal carcere se promettono che "non lo fanno più". Sono tranquillo. Col cazzo!!
Allora che Veltroni e gli altri dipendenti statali che ci dovrebbero rappresentare si rendano conto con chi davvero hanno a che fare e inizino a fare opposizione! Ma cosa dico questo è impossibile. Si tratta del PD, l'unico partito al mondo le cui iniziali fanno venire in mente la più feroce bestemmia!
Quindi Berlusconi dice: io li minaccio di fare delle leggi mostruose così loro dialogano (sono fissati, meglio parlare con il muro!) e io ci guadagno una bella impunità. Non se la ragiona mica male. E poi certi coglioni si arrabbiano se qualcuno si permette di criticare il Capo dello Stato perchè permetto un tale scempio! Ci mancherebbe, stiamo pagando il pizzo allo Psycho Nano. [Leggi][Nascondi]
Esattamente come molti intellettuali facevano finta di non vedere il fascismo alle sue origini. E sono stati ricordati nei libri di storia perché era quelli che parlavano d’altro, erano quelli che dicevano di non esagerare. Quelli che dicevano che bisognava dialogare con Mussolini. Erano quelli che dicevano: “ma insomma, anche lui farà delle cose buone. Ma insomma, certo è un po’ rude, però ha anche il suo consenso. Ha preso i voti.” Ecco, sono questi che verranno ricordati nei libri di storia per non aver fatto nulla e per non aver fatto nulla in una fase come questa. Sono loro i principali alleati del regime.
Qualcuno sta pensando che si sta esagerando parlando di Regime? E allora cosa si dovrebbe dire. Almeno sarete d'accordo tutti che si tratta di un regime mediatico, con le Sue TV (ci metto pure la RAI) che ci disinformano a più non posso. Dicono le peggiori bestialità questi politici e nessuno che gliene chieda minimo conto. Tipo la bugia che ci raccontano che una legge sull'immunità delle alte cariche l'hanno tutte le grandi democrazie… Non una che abbia chiesto di fare un esempio vero. Complimenti! No, tutti a profondersi in inchini e leccate di culo, mi consenta Presidente di farle notare che… e alla sua successiva replica il silenzio. Non si esageri! Con tutti i posti di lavoro che ha dato! Sì ma ai suoi figli, parenti ed amici. Un ultimo trafiletto del buon Marco: [Leggi][Nascondi]
Sono anche alcuni sedicenti oppositori, quelli che ElleKappa chiama "diversamente concordi", che non dicono mai una parola definitiva. Che non riescono a dire "no!", ma: "trattiamo, mettiamoci d’accordo, dialoghiamo. Togliete la legge blocca processi e noi ve ne facciamo una che blocca solo quel processo, in fondo a voi interessa solo quel processo, mica gli altri." Non si rendono conto nemmeno del fatto che a settant’anni dalle leggi razziali, stanno passando delle leggi razziali. Nell’Italia del 2008 sono già passate un paio di leggi razziali e altre sono in preparazione. Sono quelle leggi che trattano in maniera diversa i cittadini o le persone umane, a seconda della loro provenienza, della loro razza, o del colore della loro pelle. Una l'ha approvata il Capo dello Stato senza colpo ferire, senza battere ciglio: si chiama "aggravante speciale per gli extracomunitari clandestini". Stabilisce questo: se io, italiano bianco di razza ariana, rapino un milione di euro una banca e do un ceffone a una guardia giurata becco, poniamo, dieci anni. Se lo stesso reato, la stessa rapina, per lo stesso importo di un milione di euro, dando lo stesso ceffone alla guardia giurata, lo commette un immigrato irregolare senza i documenti prende dieci anni più x. X è l'aggravante razziale. Abbiamo fatto lo stesso danno, commesso lo stesso reato ma alla stessa azione non segue la stessa reazione dello Stato, ne segue una diversa. Perchè? Perchè lui viene da fuori e io sono indigeno. Infatti vuoi mettere la soddisfazione? "A te chi ti ha rapinato?" "A me un italiano" "Ah che culo, invece a me un extracomunitario!" Come se il danno che può fare un extracomunitario compiendo la stessa azione fosse maggiore. Questa non è una legge per la sicurezza, è una legge razziale che non da ne più ne meno sicurezza rispetto a quella che avevamo prima perchè la sicurezza passa attraverso la certezza dei cittadini che chiunque abbia commesso un reato viene punito con una pena proporzionata. Non c'entra la qualità di chi ha commesso quel reato: tutti devono essere uguali di fronte alla legge. Questo stabilisce la nostra Costituzione e la Corte Costituzionale ha stabilito che questo diritto spetta anche ai cittadini che non sono ancora cittadini, e forse non lo saranno mai, ma li processiamo noi. Nei nostri tribunali tutti devono essere trattati nello stesso modo. L'articolo 3 della costituzione dice che nessuno può essere diverso da altri davanti alla legge per questioni di razza, religione, provenienza, status sociale, condizione sociale.
Cosa ci sarà di così difficile da capire nell'articolo 3 della Costituzione? Tutti UGUALI davanti alla legge. Non accettabile per testa di gomma. Lui deve distinguersi. E allora nel momento in cui una persona processata si lamentasse del fatto che la legge non è effettivamente uguale per tutti e che quindi lui non riconosce e non accetta il potere di quel tribunale di processarlo, chi si sentirebbe di contraddirlo? Domanda retorica e inutile. La legge è uguale per tutti ma Silvio non è tutti, che ti credi? Voi stupidi comunisti che tra un pasto a base di bambini e una deportazione vi mettete a teorizzare l'uguaglianza di Silvio con il resto del mondo. Siete solo dei giustizialisti (non persone sensibili tubrate dall'impunità perpetrata a colpi di governo) e invidiosi (della sua capigliatura). Ma continuiamo pure così che andiamo di bene in meglio. A presto e non disperate! Finchè c'è vita c'è speranza (che muoia!).
